La proposta PDF Stampa E-mail
Per realizzare questo obiettivo, proponiamo la costituzione di un “Parlamento del mondo”. Tale parlamento dovrebbe essere eletto da tutti i cittadini del mondo attraverso regolari elezioni. I candidati dovrebbero essere scelti tra persone che si sono contraddistinte concretamente - cioè attraverso la loro opera in campo sociale, politico, sanitario, religioso, educativo e culturale - nei vari paesi in cui hanno vissuto e in cui operano, a prescindere dalla loro nazionalità di origine. Ogni paese dovrebbe eleggere un numero di rappresentanti proporzionale al numero dei suoi abitanti. Le candidature dovrebbero essere libere, e proposte da associazioni di cittadini. I parlamentari del mondo dovrebbero poi eleggere un “Consiglio dei dieci” con funzioni solo amministrative e gestionali.
Il “Parlamento del mondo” dovrebbe avere una funzione solo consultiva su problemi etici, sociali e politici concernenti l’interesse dell’umanità nel suo complesso, e potrebbe essere interpellato da almeno un terzo dei parlamentari dei singoli paesi, o degli stessi rappresentanti dei paesi membri presso l’assemblea delle Nazioni Unite, su tali temi. Il “consiglio dei dieci” avrebbe la funzione di accogliere le domande pervenute e inviare i quesiti ai singoli componenti del “Parlamento del mondo”, i quali, continuando a svolgere normalmente le loro attività nei rispettivi paesi, dovrebbero rispondere al consiglio via email in tempi relativamente brevi.     
Il consiglio stesso si preoccuperebbe poi di inviare le risposte fornite (indicandole anche percentualmente) a chi avesse fatto richiesta di un parere, nonché di rendere pubblica la risposta attraverso i media.
Essendo il “Parlamento del mondo” un organo solo consultivo e privo di qualsiasi potere politico effettivo, la sua attività non correrebbe il rischio di entrare in conflitto con le altre attività e decisioni delle Nazioni Unite o degli Stati membri: esso dovrebbe costituire solo un riferimento etico e dovrebbe essere interpellato solo su temi di effettivo interesse per l’umanità.  
“Il parlamento del mondo” dovrebbe riunirsi – in sedi diverse - in seduta plenaria una volta all’anno per favorire la conoscenza reciproca dei suoi componenti e per stilare una relazione programmatica sullo stato del mondo.  Il “Consiglio dei dieci” potrebbe poi convocarlo in seduta straordinaria per discutere situazioni particolarmente gravi, che richiedano cioè, a parere dello stesso “Consiglio dei dieci”, un  pronunciamento urgente e argomentato del parlamento.
Fin dalla  sua prima convocazione il “Parlamento del mondo” dovrebbe stilare una “Carta dei valori” coerente con quelli cui s’ispira “L’organizzazione delle Nazioni Unite”,  così da definire e poter meglio comunicare gli scopi e i limiti della sua azione.
Il costo organizzativo del “Parlamento del mondo” – molto modesto, in quanto limitato allo stipendio del “Consiglio dei dieci” e alla copertura gestionale, nonché al rimborso delle spese dei parlamentari per la loro partecipazione al progetto - dovrebbe essere sostenuto dalle Nazioni Unite, che dovrebbero altresì costituire il primo e irrinunciabile sponsor dell’iniziativa.
Qualora alcuni paesi non volessero partecipare al progetto, ad esso prenderebbero parte solo i parlamentari delegati dei paesi che vogliono aderirvi, ferma restando la possibilità, per chi non abbia inizialmente aderito, di farlo in un momento successivo, ovvero alle successive elezioni, che dovrebbero svolgersi regolarmente ogni 5-7 anni.
Tutte le votazioni dovrebbero svolgersi a spese degli Stati aderenti e dovrebbero essere controllate da incaricati dell’ONU, che potrebbe comunque decidere di offrire il proprio contributo economico e il proprio supporto logistico per l’organizzazione delle elezioni in quei paesi i cui governi ne facessero richiesta.